cent’anni

milky way

oggi ho cent’anni e lascio
quel poco imbevuto di consolazioni
ancoraggi di fede, arrembaggi mancati

cent’anni mai sola – ma isola sempre
salvata una volta da Ziggy Stardust
e da galassie senza giudizio

a cent’anni entro nel bosco
finalmente più padre che madre
nulla da creare, nessuno che possa
fecondarmi

invece ho un seme – il mio! -
che germoglia e si fa figlio:
respiro e passi

chiamo acqua le gioie
terra le braccia e i piedi
fuoco le dita che mi guarirono
aria il presente

poco prima di andare ringrazio
il corpo-depuratore:
Per le droghe assimilate senza tante storie, grazie.
Per aver pazientemente sopportato le medicine
la carne avvelenata e le mele marce
le polveri sottili, le feste comandate
le lezioni di diritto commerciale, le discussioni nei blog letterari
le interminabili ore di lavoro, le mie poesie
grazie”.

Oggi ho cent’anni e potrei dire
che tutto è compiuto, invece
chiedo un secolo e un altro ancora
per tornare nella casa delle storie
nel mio piccolo purgatorio personale
e cancellare con cura ogni segno
dare aria alle stanze.

(sc, inedito 2013)

Sylvia Plath | Zitella

spring

E così questa particolare ragazza
In una cerimoniosa passeggiata d’aprile
Col suo più recente pretendente
Si trovò all’improvviso oltremodo sconvolta
Dalla sfrenata babele degli uccelli,
Da quel mare di foglie.

In preda a questo tumulto, osservava
I gesti del suo innamorato che sbilanciavano l’aria,
E il proprio passo vagante ineguale
In quel solitario rigoglio di felci e fiori.
Giudicava i petali in scompiglio,
E la stagione in generale, sciatta. Continua a leggere

clessidra

clessidra

vuoi riempirti di tutto il tempo
ci provi, almeno, usando cautela
ma lui ubriaco oscilla
si prende gioco della mira
oltrepassa perimetri, allunga gli arti
- annusando la tua confusione -
sparge intorno i figli interrotti delle possibilità

…………..dovremmo forse rassegnarci all’idea
…………..di essere solo ciò che siamo diventati
…………..non il passato che canta gentile
…………..e a tratti ci spaventa con cieli neri
…………..che divoriamo con gli occhi
…………..non l’idea impossibile, il pensiero
………..che non conosce direzione
…………..ma questo presente che taglia il mostro in due
…………..senza ferite evidenti

[stanco ti consegni
ti aggrappi agli occhiali nuovi
li rigiri tra le mani e pensi
è una fortuna non averli dimenticati
proprio oggi che c’è il sole]

(stefania crozzoletti)

la somma delle parti

la somma delle parti oggi è perturbata
e chissà se potremmo diventare altro
con un baratto veloce di braccia e gambe
travasi di cuori e arterie

capire se è il filo che fa la differenza
o il tessuto che sta ingrigendo
con le sue povere trame allentate
gli strappi e i rammendi alla buona
sotto una pioggia di bombe

(sc)

Goliarda Sapienza | L’arte della gioia

Chiunque abbia avuto l’avventura di doppiare il capo dei trent’anni, sa quanto sia stato faticoso, aspro ed eccitante scalare il monte che dalle pendici dell’infanzia sale sino alla cima della giovinezza, e quanto rapido, una cascata d’acqua, un volo geometrico d’ali nella luce, pochi attimi e… ieri avevo le guance integre dei vent’anni, oggi – in una notte? – le tre dita del tempo mi hanno sfiorato, preavviso del breve spazio che resta e del traguardo ultimo che inesorabile attende… Primo, menzognero terrore dei trent’anni. Continua a leggere

pianura

pianura1

Somiglio alla pianura che respira piano
pochi alberi, le case in fondo alla strada
monumenti solitari alla fatica

ai treni calpestati da mio padre
che ha confuso la notte con il giorno
e la famiglia con il dovere

alla macchina da cucire di mia madre
alla schiena curvata da sguardi tristi
diventati oro alla fine dei corpi

ad una mattina di nebbia
la mia nebbia che bevo col respiro
al sollievo che arriva al suo diradarsi

Somiglio, ma non sono.
Conosco la provenienza,
non l’origine.

(stefania crozzoletti)